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TEATRO La Nasca

doppia serata di prosa con la Compagnia Charms Ciotta!

LA NASCA

Liberamente tratto da “Il naso” di Nikolaj Gogol’
Con Rossella Charms e Luigi Ciotta
Regia di Eugenio Allegri

Note di regia e allestimento
Il giorno 25 di marzo seguì a Pietroburgo un fatto stranissimo… Così inizia la storia incredibile del barbiere Ivan Jakovlevic, dell’Assessore Kovalyov e del naso di quest’ultimo. Il famoso racconto di Gogol viene rivisitato e messo in scena da due attori dal forte accento siculo. Lo spettatore sarà sorpreso e divertito di fronte all’incredibile affinità tra la fredda Pietroburgo e la Palermo assolata e lenta. L’indolenza, la vanagloria, l’alcolismo, l’ostentazione, la tracotanza. Ci sarà un narratore, ci saranno dei personaggi e fin qui non ci piove, un naso si aggirerà autonomamente sul palco e, sissignori, cercherà pure di darsela a gambe. Che si sappia, verrà portato sulle scene uno spettacolo che vi farà ridere, vi farà pensare, ma soprattutto vi farà dubitare della stabilità dei vostri connotati. Ecco a voi messa a nudo la comica e assurda vanità del mondo degli uomini, che con il passare del tempo, a quanto pare, è rimasta la stessa. Sono queste sopracitate, le parole che meglio spiegano il senso de “Il naso” di Gogol, o da Gogol, che andremo a mettere in scena con questo nuovo allestimento che si presenta con un’immagine assai precisa di una locandina pronta ad essere modificata…


Costi biglietti: 10€ intero; 7€ ridotto (under 18, over 65, studenti, prenotazione via mail entro le ore 18 del giorno di spettacolo); 5€ ridotto soci cecchi

per info e prenotazioni: teatro@cecchipoint.it – 3383588315

…In effetti “La nasca”, ovvero il naso nell’idioma siciliano, prevalentemente (ma è termine usato in altre parti del paese), è già stato realizzato in una prima forma che Luigi Ciotta e Rossella Charms hanno modellato sulla base della loro esperienza di attori di quel cosiddetto “teatro di strada”, che per sua propria natura si rivolge a un pubblico occasionale; che provoca il rapporto violento tra attori e pubblico, dove l’attore deve conquistarsi a tutti i costi l’attenzione, quella stessa che poi magari può diradarsi nello spazio “all’aperto”; che quando trova dimora al “chiuso” lo fa per lo più in spazi piccoli, non teatrali in partenza, a volte in soggezione; che reinventa uno stare sulla scena con regole diverse da ciò cui siamo abituati ad assistere negli spazi scenici più in uso, senza tempi precisi, senza intervalli, senza sipari e senza “mezza sala” e poi “sala buia” Ebbene proprio da qui, si è sviluppato il mio interesse per questo spettacolo; poiché, dopo averlo visto, rivisto e studiato, in un piccolo teatro di Torino, ho accettato l’invito di Rossella e Luigi, per farne un lavoro di palcoscenico, fatto e finito.
Diverrà uno spettacolo, con più spazi di azione, con una gestualità dei personaggi che si adeguerà al nuovo perimetro, con una nuova scenografia, con un nuovo piano luci, più costumi e oggetti e con un’energia degli attori più calibrata e allo stesso tempo più ampia. Il testo troverà altri approdi alla fonte originale di Gogol, senza dimenticare che, mentre noi ci si incontrava, proprio il siciliano Camilleri ne pubblicava una nuova partitura per letture di ragazzi. Non cambierà la colonna sonora, perché quella è già venuta bene in partenza.
Diverrà uno spettacolo più corposo, perché durerà di più dei suoi cinquantacinque minuti originali, perché i personaggi si articoleranno in più percorsi e strati, e poi perché non vogliamo rinunciare ad un preludio, o prologo come meglio lo si voglia definire, con cui avvicinare dichiaratamente l’assurdità dei personaggi del potere in quella Russia di fine/inizio secolo ventesimo, a quelli, a volte ancor più ridicoli, del nostro inizio di nuovo millennio, e anche compatire e autocommiserare il destino degli attori, sempre rabbiosamente combattuti tra il voler esprimere il coraggio della critica e della denuncia sociale e politica, da un lato e non cedere così rapidamente al ricatto della fame, dall’altro. Insomma, una nuova proposta de “La nasca”, rivolta in prima battuta a organizzatori, direttori di teatro, operatori o produttori e immediatamente dopo al pubblico che riempie i bellissimi, accoglienti e sempre caldi teatri italiani. Eugenio Allegri Torino, febbraio 2015

TEATRO La Nasca

doppia serata di prosa con la Compagnia Charms Ciotta!

LA NASCA

Liberamente tratto da “Il naso” di Nikolaj Gogol’
Con Rossella Charms e Luigi Ciotta
Regia di Eugenio Allegri

Note di regia e allestimento
Il giorno 25 di marzo seguì a Pietroburgo un fatto stranissimo… Così inizia la storia incredibile del barbiere Ivan Jakovlevic, dell’Assessore Kovalyov e del naso di quest’ultimo. Il famoso racconto di Gogol viene rivisitato e messo in scena da due attori dal forte accento siculo. Lo spettatore sarà sorpreso e divertito di fronte all’incredibile affinità tra la fredda Pietroburgo e la Palermo assolata e lenta. L’indolenza, la vanagloria, l’alcolismo, l’ostentazione, la tracotanza. Ci sarà un narratore, ci saranno dei personaggi e fin qui non ci piove, un naso si aggirerà autonomamente sul palco e, sissignori, cercherà pure di darsela a gambe. Che si sappia, verrà portato sulle scene uno spettacolo che vi farà ridere, vi farà pensare, ma soprattutto vi farà dubitare della stabilità dei vostri connotati. Ecco a voi messa a nudo la comica e assurda vanità del mondo degli uomini, che con il passare del tempo, a quanto pare, è rimasta la stessa. Sono queste sopracitate, le parole che meglio spiegano il senso de “Il naso” di Gogol, o da Gogol, che andremo a mettere in scena con questo nuovo allestimento che si presenta con un’immagine assai precisa di una locandina pronta ad essere modificata…


Costi biglietti: 10€ intero; 7€ ridotto (under 18, over 65, studenti, prenotazione via mail entro le ore 18 del giorno di spettacolo); 5€ ridotto soci cecchi

per info e prenotazioni: teatro@cecchipoint.it – 3383588315

…In effetti “La nasca”, ovvero il naso nell’idioma siciliano, prevalentemente (ma è termine usato in altre parti del paese), è già stato realizzato in una prima forma che Luigi Ciotta e Rossella Charms hanno modellato sulla base della loro esperienza di attori di quel cosiddetto “teatro di strada”, che per sua propria natura si rivolge a un pubblico occasionale; che provoca il rapporto violento tra attori e pubblico, dove l’attore deve conquistarsi a tutti i costi l’attenzione, quella stessa che poi magari può diradarsi nello spazio “all’aperto”; che quando trova dimora al “chiuso” lo fa per lo più in spazi piccoli, non teatrali in partenza, a volte in soggezione; che reinventa uno stare sulla scena con regole diverse da ciò cui siamo abituati ad assistere negli spazi scenici più in uso, senza tempi precisi, senza intervalli, senza sipari e senza “mezza sala” e poi “sala buia” Ebbene proprio da qui, si è sviluppato il mio interesse per questo spettacolo; poiché, dopo averlo visto, rivisto e studiato, in un piccolo teatro di Torino, ho accettato l’invito di Rossella e Luigi, per farne un lavoro di palcoscenico, fatto e finito.
Diverrà uno spettacolo, con più spazi di azione, con una gestualità dei personaggi che si adeguerà al nuovo perimetro, con una nuova scenografia, con un nuovo piano luci, più costumi e oggetti e con un’energia degli attori più calibrata e allo stesso tempo più ampia. Il testo troverà altri approdi alla fonte originale di Gogol, senza dimenticare che, mentre noi ci si incontrava, proprio il siciliano Camilleri ne pubblicava una nuova partitura per letture di ragazzi. Non cambierà la colonna sonora, perché quella è già venuta bene in partenza.
Diverrà uno spettacolo più corposo, perché durerà di più dei suoi cinquantacinque minuti originali, perché i personaggi si articoleranno in più percorsi e strati, e poi perché non vogliamo rinunciare ad un preludio, o prologo come meglio lo si voglia definire, con cui avvicinare dichiaratamente l’assurdità dei personaggi del potere in quella Russia di fine/inizio secolo ventesimo, a quelli, a volte ancor più ridicoli, del nostro inizio di nuovo millennio, e anche compatire e autocommiserare il destino degli attori, sempre rabbiosamente combattuti tra il voler esprimere il coraggio della critica e della denuncia sociale e politica, da un lato e non cedere così rapidamente al ricatto della fame, dall’altro. Insomma, una nuova proposta de “La nasca”, rivolta in prima battuta a organizzatori, direttori di teatro, operatori o produttori e immediatamente dopo al pubblico che riempie i bellissimi, accoglienti e sempre caldi teatri italiani. Eugenio Allegri Torino, febbraio 2015