Pro Event Calendar

CINEMA Crocevia di sguardi

CROCEVIA DI SGUARDI XIII edizione

Mobilità bloccate – Focus Germania Paese Ospite

Proiezione del film TRAPPED BY LAW 

di Sami Mustafa, Germania 2015, 82’

Un’odissea, l’ingresso nell’età adulta e la storia di separazione familiare di due fratelli filmati nel corso di cinque anni. Kefaet e Selami sono artisti rap cresciuti nella cultura hip-hop di Essen in Germania. Kefaet è nato in Kosovo e ha raggiunto i suoi genitori in Germania all’età di quattro anni. Selami è nato a Essen e non è mai stato in Kosovo. Durante una notte drammatica nel marzo 2010 sono stati deportati in Kosovo, un paese a loro totalmente sconosciuto. Separati dalla famiglia e dagli amici cercano di affrontare la loro situazione e fare tutto il possibile per tornare in Germania. Ma le leggi e la burocrazia ostacolano i loro progetti.

Ne discute con il regista: Pietro Cingolani (FIERI e Università di Torino)

Sami Mustafa è un regista indipendente che attraverso i suoi documentari permette a giovani Rom di apprendere e mostrare le proprie vite, esperienze ed identità Rom. Sami ha diretto il suo primo film come tirocinante nel 2003 a Plemetina, un paese del Kosovo, dove gli abitanti del posto hanno imparato a conoscere le tecniche di regia grazie alla ONG Balkan Sunflowers. Sami ha prodotto più di venticinque documentari, docu- film, video musicali sulla cultura e l’arte Rom, i diritti umani e la vita sociale. Ha inoltre collaborato ad uno dei più grandi eventi Rom in Kosovo come direttore artistico del Rolling Film Festival. È anche uno dei fondatori della nascente Romani Film Commission per il sostegno alla produzione di film Rom in tutto il mondo.

Pietro Cingolani è dottore di ricerca in Antropologia e assegnista presso l’Università degli Studi di Torino. Ha collaborato con LDF, Laboratorio dei diritti Fondamentali, e dal 2003 è ricercatore presso FIERI, Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione. Ha coordinato diversi progetti nazionali e internazionali sul tema dell’inclusione sociale delle popolazioni Rom, con particolare attenzione a quattro aspetti: mobilità transnazionale, salute, inserimento abitativo e inclusione scolastica. E’ membro del comitato scientifico della rete REYN Italia, Romanì Early Years Network. Suoi articoli sono apparsi in Italia e all’estero; nel 2009 ha pubblicato per Il Mulino “Romeni d’Italia” e, nel 2014, per Carocci, “Etnografia delle migrazioni”.

A cura di Pietro Cingolani e Francesco Giai Via

Per informazioni FIERI, Corso Marconi 4, Torino Tel. 011-5160044/ www.fieri.it

Serata in collaborazione con Goethe-Institut Turin


Ingresso Libero

Per info: ​crocevia di sguardi

FILM FAMILY Il Drago Invisibile

torna FILMFAMILY – RASSEGNA DI CINEMA PER FAMIGLIE

Il Drago Invisibile

film d’animazione di David Lowery (USA 2016, 102′)

Alla morte dei genitori il piccolo Pete viene “adottato” da un enorme drago verde, che il bambino chiama Elliott in omaggio al cagnolino protagonista del suo libro di fiabe preferito. Da quel momento Pete ed Elliott si aggireranno insieme per le foreste del nordovest americano, nascondendosi agli occhi degli abitanti di una comunità di boscaioli grazie alla capacità di rendersi invisibili, che nel caso di Elliott non è solo metaforica. Ma la guardia forestale Grace, orfana di madre e figlia di un intagliatore che da decenni racconta ai bimbi del paese il suo incontro con un drago volante, si accorgerà di Pete e cercherà di portarlo verso la (cosiddetta) civiltà anche grazie all’intermediazione di Natalie, figlia dell’uomo che Grace non si decide a sposare.
Il drago invisibile è ispirato a Elliot il drago invisibile, il film Disney del 1977 che mescolava cartoni animati e live action, e ne riscrive la storia (il regista David Lowery, che viene dal cinema indie e conserva sensibilità anni Settanta, è anche cosceneggiatore) aggiornandola alle problematiche contemporanee, a cominciare dalle difficoltà delle famiglie allargate ad integrare i propri pezzi mancanti: e il sospetto che Elliott sia un amico immaginario inventato da Pete per superare il trauma della perdita dei genitori sottende tutta la narrazione.
Per godersi questa favola in 3D bisogna ricorrere alla sospensione dell’incredulità soprattutto per quanto riguarda il comportamento del drago, che nei momenti di pericolo sembra dimenticare di saper volare, diventare invisibile e sputare fuoco. Ad aiutare lo spettatore ci sono gli effetti speciali davvero convincenti, che rendono il drago una presenza concreta e accattivante, e le interpretazioni: non tanto quelle dei più celebri componenti del cast, da Bryce Dallas Howard nei panni di Grace a un Robert Redford intagliato nel legno in quelli di suo padre, quanto quelle del piccolo Oakes Fegley, un Pete assai credibile per agilità fisica e profondità emotiva, e di Elliot, cui la CGI concede un’espressività che non ha bisogno di parole.


proiezione a ingresso libero
per info: cinema@cecchipoint.it

organizzazione Videocommunity e AMNC in collaborazione con Giovani Genitori

CINEMA IX Psicologia Film Festival

Cinema IX Psicologia Film Festival

Proiezione del film GULISTAN, Land of roses

di Zaynê Akyol  (2016)

Presenta Daniele Pepino

Il Film
La regista Zaynê Akyol si mette alla ricerca dei ricordi di Gulîstan, una sua cara amica, come lei emigrata in Canada, che si è unita al PKK ed è morta in combattimento nel 2000. Entra così in contatto con un gruppo di guerrigliere che vivono in un costante e impegnativo addestramento fisico e spirituale, pronte a difendere il territorio curdo dalla minaccia dell’ISIS. Le combattenti che si sono unite alle milizie del PKK hanno compiuto una scelta di vita estrema e senza ritorno, che le porta ad affrontare le difficoltà e i pericoli senza incertezze o paura. La loro missione non si limita alla difesa del territorio ma è diretta contro l’ordine capitalistico, colpevole di trasformare le persone in automi. Di fronte all’avanzata delle truppe di Daesh/ISIS saranno chiamate a scendere dalle alture dove vivono e a misurarsi con un territorio carico di insidie. Esse appartengono all’ala armata del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che è anche un movimento di guerriglia attivo. La missione di queste combattenti femminili? Difendere il territorio curdo in Iraq e Siria, e sconfiggere ISIS, incarnando un ideale rivoluzionario che promuove l’empowerment femminile.

La regista Zaynê Akyol segue la vita altamente regimentata, i combattenti come Rojen e Sozdar condividono apertamente con noi i loro pensieri e sogni più intimi. Anche mentre la lotta contro l’ISIS si intensifica in Medio Oriente, queste donne continuano con coraggio la loro battaglia contro la barbarie. Offrendo una finestra in questo mondo in gran parte sconosciuto, Gulīstan, Land of Roses espone il volto nascosto di questa guerra fortemente mediatizzata: il volto femminile femminista di un gruppo rivoluzionario unito da una visione comune di libertà.

Le guerre possono essere raccontate in molti modi, che si possono collocare nel ventaglio che va dal puro realismo obiettivo alla retorica soggettivistica. I soggetti di cui si narra possono essere molteplici: dai combattenti ai capi di stato, dai civili alle organizzazioni umanitarie. Quasi sempre però il vero protagonista resta lo stesso, ovvero il conflitto in sé e per sé. Gulîstan, Land of Roses è un eccezione che esce dagli schemi consueti, focalizzando la narrazione solo sui combattenti e ponendo il conflitto sullo sfondo.

La regista
Zaynê Akyol è una giovane regista di origini curde. È nata in Turchia e cresciuta in Quebec, dove ha studiato cinema. Ha girato il suo primo documentario, Isminaz, nel 2009, a cui ha fatto seguito Iki Bulut Arasinda (Under Two Skies), che ha vinto numerosi premi. Il suo ultimo documentario è Gulîstan, Land of Roses candidato al Canadian Screen Award come miglior documentario lungometraggio.


Ingresso libero

organizzazione Associazione Sinestesia e Collettivo di Psicologia, con il patrocinio del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino e Biblioteca di Psicologia F. Kiesow e in collaborazione con il Trento Film Festival

FILM FAMILY Kung Fu Panda 3

torna FILMFAMILY – RASSEGNA DI CINEMA PER FAMIGLIE

Kung Fu Panda 3

film d’animazione di Alessandro Carloni e Jennifer Yuh (USA/Cina 2016, 95′)

Il perfido Kai, supremo signore della guerra di tutta la Cina, trova il modo di sfuggire al regno degli spiriti dove l’aveva esiliato il suo ex fratello di armi Oogway.
E’ intenzionato ad attaccare la valle e distruggere il palazzo di giada per carpire il chi – l’energia che anima tutte le cose viventi – dei suoi nemici.
Per fermarlo il destino richiede l’intervento del guerriero dragone: e chi altri è il guerriero dragone se non Po, il panda cinese versato nelle arti marziali già protagonista dei primi due episodi della saga di Kung Fu Panda?
Ma Po è ancora lontano dal dominare il suo chi, e dall’aver capito chi sia: non aiuta il fatto che è cresciuto senza genitori e chiama papà un’oca affettuosissima ma visibilmente non appartenente alla sua specie.
Il percorso verso la conoscenza di sé per Po comincerà a dipanarsi proprio quando si farà vivo suo padre naturale Li, che gli rivelerà l’esistenza di un villaggio segreto dei panda.
Ma ci vorrà tutto il cuore e il coraggio di Po – nonché l’aiuto del saggio Shifu, dei Cinque cicloni e di entrambi i suoi papà – per fare fronte alla minaccia di Kai.
E la riscossa passerà per un’arte (non marziale) per la quale Po non credeva di possedere alcun talento: l’insegnamento.
Come negli episodi precedenti, la marcia in più è la velocità: l’azione è sempre fulminea ed elegante come una mossa di kung fu e l’uso di tecniche di animazione miste rendono lo svolgimento della storia fluido e spedito.

 


proiezione a ingresso libero
per info: cinema@cecchipoint.it

organizzazione Videocommunity e AMNC in collaborazione con Giovani Genitori

DISEGNO & CINEMA Buster Keaton

DISEGNO & CINEMA Evento speciale

ORE 18

DRAWING CIRCLE

pomeriggio di Disegno Condiviso quale mezzo di interazione, creazione di reti e libera espressione.
L’attività è aperta a tutta la cittadinanza.
L’attività sarà strettamente legata al rapporto tra Uomo e Natura e la capacità e la possibilità di creare connessioni tra le parti di uno stesso sistema, anche quando queste non sono chiaramente visibili.

ORE 21,30

THE GENERAL come vinse la guerra

di e con Buster Keaton

Verso la fine della sua vita Buster Keaton disse che era più orgoglioso di The General (edito in Italia con il titolo di Come vinsi la guerra) “che di qualunque altro film io abbia mai fatto, perché ho portato sullo schermo, pescato dritto dal libro di storia, un fatto vero della Guerra Civile.” La narrazione si basa su eventi realmente accaduti, rievocati con dovizia nel libro di William Pittenger Daring and Suffering: A History of the Great Railway Adventure, uscito nel 1863 e ristampato nel 1893 con il titolo The Great Locomotive Chase, con cui è tuttora in catalogo.
Pittenger (1840-1904), un caporale dell’esercito nordista, si era unito ad un gruppo di 24 uomini guidati da una spia professionista, James J. Andrews, che riuscirono a viaggiare, camuffati da civili sudisti, dal Tennessee fino ad Atlanta, dove si impadronirono di un treno, trainato dalla locomotiva The General, mentre i passeggeri stavano facendo colazione. Il loro piano era di portare il treno al Nord, verso Chattanooga, dove si sarebbero aggregati alle truppe dell’Unione, bruciando i ponti e tagliando ogni via di comunicazione lungo il cammino.Il capotreno, William A. Fuller, insieme con il passeggero Anthony Murphy, si mise all’inseguimento, prima a piedi, poi su un carrello di servizio ed infine su tre locomotive in successione. I cospiratori erano a pochi minuti dalla loro destinazione quando Fuller, su The Texas, li raggiunse e costrinse a desistere. Gran parte di essi fu arrestata, ed alcuni furono in seguito giustiziati. Il principale cambiamento che Keaton ed il suo co-regista, Clyde Bruckman, apportarono alla storia consisté nel presentarla dal punto di vista degli inseguitori sudisti: “Si può sempre fare dei nordisti i cattivi,” aveva detto Keaton, “ma non si può fare del Sud un cattivo.” Inoltre, i sudisti finiscono per vincere, cosa essenziale per un finale comico.


info laboratorio: info.officinecreative@gmail.com

Ingresso libero alla proiezione

Info: videocommunity@videocommunity.net

CINEMA Super8 Aurora

CINEMA

SUPER 8 AURORA

raccolta di filmini in Super8 del quartiere Aurora del progetto Superottimisti

Superottimisti è un progetto di recupero della memoria, attraverso la raccolta di filmati familiari in formato ridotto 8mm, super8, 9,5mm, 16mm.

Dal 24 ottobre 2016 a febbraio 2017 Superottomisti è stato attivo nei quartieri Mirafiori Nord, Mirafiori Sud e Santa Rita con una serie di eventi diffusi e una raccolta di pellicole.


Ingresso libero

Info: videocommunity@videocommunity.net

CINEMA Real Falchera

CINEMA

Proiezione del film documentario REAL FALCHERA

di Giacomo Ferrante (1991, 37′)

apertura della campagna di crowdfunding per sostenere la produzione del film documentario Real Falchera F.C. – Il Derby con la partecipazione speciale del regista Mimmo Calopresti e dell’autore Giacomo Ferrante
a seguire verranno proiettate anche alcune riprese inedite non inserite nel documentario originale e ci sarà un incontro con i protagonisti di allora

Nel 1991 Giacomo Ferrante girava il documentario Real Falchera F.C.: uno spaccato di vita di ragazzi del quartiere Falchera di Torino, preso a simbolo di tutte le periferie urbane degli anni Novanta, attraverso le loro esperienze, speranze e sogni. Oggi, a 26 anni da allora, è nato il desiderio di ritrovare alcuni di quei protagonisti, per riallacciare i fili della memoria, seguire le loro storie, osservare il loro percorso di vita e capire se, nel quartiere, qualcosa è cambiato. Real Falchera F.C. – Il Derby vuole ritornare a Falchera, seguire le storie dei protagonisti del primo film ma anche dare voce ai giovani che oggi vivono il quartiere, mettendo a confronto le due generazioni. Giacomo Ferrante va oltre l’idea del tradizionale piano di produzione:”La realtà ti stupisce e spesso supera le tue aspettative. Il mio “metodo” è quello di lasciare la telecamera aperta all’imprevedibilità di quello che può offrire l’osservazione e l’incontro con il reale.”

L’inizio della lavorazione è previsto nell’autunno 2017, la conclusione nella primavera 2018. La campagna di crowdfunding attiva dal 7 giugno sulla prestigiosa piattaforma Eppela è finalizzata alla raccolta dei fondi necessari a coprire i costi vivi e immediati relativi alle riprese. Il progetto è promosso dall’Associazione Videocommunity, una comunità di videomakers, operatori sociali, associazioni e cittadini attivi sul territorio piemontese dal 2004. Un progetto di comunicazione sociale che dà voce a chi non ne ha, mette in contatto realtà sociali e culturali diverse, crea relazioni tra cittadini e istituzioni, produce e trasmette informazione plurale, educa ad uno sguardo critico sulla comunicazione di massa.

Hanno aderito al progetto anche l’Associazione Museo Nazionale del Cinema, la casa di produzione Zenit Arti Audiovisive, Associazione Arteria onlus e alcuni professionisti del cinema torinese. Nel corso dell’estate saranno organizzati incontri e proiezione pubbliche a sostegno della campagna presso il Piccolo Cinema con la partecipazione
dei gemelli De Serio, la Casa nel Parco di Mirafiori con la partecipazione di Davide Ferrrario e i Bagni Pubblici di Via Agliè con la partecipazione di Steve Della Casa.

GIACOMO FERRANTE Segue il corso di video-documentazione sociale della Cammelly Factory, diretto da Daniele Segre e Gianni Volpi, diplomandosi con il video Se prendessero lei e lo mandano via? (1990) sul tema dell’integrazione sociale tra ex immigrati meridionali e neo immigrati extracomunitari. L’anno successivo realizza, insieme a Enrico Verra e Renato Ricatto, Real Falchera Football Club, che ottiene diversi premi nell’ambito delle rassegne di cinema indipendente. Nel 1992 gira Uomo della pietra, film dedicato a Maurizio Marletta, una delle figure più famose del mercato di Porta Palazzo, artista di strada il cui numero principale consisteva nel sollevamento di una grossa pietra. Nel 1993 firma la regia di altri tre film: L’anguria, Il pallone e Frammenti di viaggio. L’anno seguente è la volta di Frammenti di quartiere e Milano 25 aprile 1994, film collettivo sull’imponente manifestazione tenutasi a Milano all’indomani dell’avvento del governo Berlusconi. Del 1996 sono Alzabarriera e Stranamore – attenti a quei due, video inchieste sui giovani torinesi della Barriera di Milano. Dopo Viva la guerra Ferrante torna a occuparsi delle periferie urbane con Barriera d’Italia – Torino pop. Nel corso degli anni 2000 altri titoli vanno ad arricchire la già consistente filmografia, come Il ragazzo, Poesia, il lavoro collettivo Senza Fiat…O?, Da porta a porta, Cassa da vivo e Bussana Vecchia Europa Nuova – L’uomo col mazzo di fiori in mano.

Ingresso libero

Info: videocommunity@videocommunity.net – realfalchera@gmail.com

CINEMA documentario MAESTRA, MA TU CHE LAVORO FAI?

CINEMA

Proiezione del film documentario MAESTRA, MA TU CHE LAVORO FAI?

di Francesca Cangiotti e Ciro Abd El (2016, 29′)

Cosa succede in una classe elementare quando la percentuale di alunni stranieri sfiora il 90%? Lo racconta un gruppo di insegnanti che affronta questa realtà nella Scuola Aurora, dove i maestri diventano un riferimento fortissimo che i bambini vivono con naturalezza, al punto di andare a chiedere all’insegnante: Maestra, ma tu che lavoro fai?
Il film racconta con occhi e voci diversi la storia di questa realtà, lasciando spazio ai bambini ed alla voce dei genitori e degli insegnanti.

trailer doc


Ingresso libero

Per info: info@cecchipoint.it

CINEMA CON BEBE’ AZUL E ASMAR

CINEMA CON BEBE’

AZUL E ASMAR 

di Michel Ocelot (2006, 99′)

Azur ha gli occhi azzurri, Asmar ce li ha neri come la notte. Il primo è figlio di un nobile gelido, il secondo di un’amorevole balia, che cresce i pargoli come fratelli, raccontando a entrambi, ogni sera, alle porte del sonno, la leggenda della fata dei Jinns, che attende, da una prigione nascosta, il giovane che la libererà. Ma un giorno il padre di Azur lo manda lontano da casa per studiare e scaccia dalla sua dimora francese la nutrice e il piccolo Asmar. Solo una volta adulto, Azur si imbarcherà in direzione dell’Oriente per ritrovare i suoi cari e liberare la fata dei Jinns.
Lo guida l’eco di una lingua a noi sconosciuta, di cui serba il ricordo infantile (l’arabo, volutamente non doppiato né sottotitolato) e lo scorta lo sgradevole Rospù, un mendicante brutto e bianco che sputa sulla terra che lo sta ospitando e che gli dà di che sopravvivere.

Prima ancora che un artista, Michel Ocelot è un incantatore, uno di quegli illusionisti capaci di magiche incongruità, come far uscire un animale da un oggetto vuoto o un film sul medioevo della civiltà islamica da un software 3D che più moderno non si può. Con Azur e Asmar, spettacolo nel quale si mescolano suggestioni da “Mille e una notte”, Ocelot mette in scena la vicenda di un’amicizia elettiva tra un principe azzurro e un esotico Aladino inserendola nello schema della fiaba, e con questo ci ricorda che la realtà è ben diversa. Però, come insegna l’esempio di Azur, un racconto leggendario può guidare una vita, basta crederci. Basta attraversare il mare che ci divide dall’ignoto e capire che la differenza non è un segno di sottrazione ma uno scrigno di pietre preziose.
In questo gioco di specchi e porte gemelle, a ognuno il turno di riflettersi e riflettere per capire se si è più Asmar o più Azur o più Rospù. L’appello civile e morale non è alla tolleranza ma al riconoscere che -come in ogni fiaba che si rispetti- l’unione fa la forza. Ocelot vede nell’unione delle culture l’avvenire del mondo e lo comunica con il suo tratto ispirato tanto dai pittori fiamminghi che dalle miniature persiane e la sua tavolozza che mescola i colori di Francia con quelli della Turchia, dell’Andalusia e del Maghreb.


Merenda (2€) e proiezione gratuita di Azul e Asmar di Michel Ocelot
per info: cinema@cecchipoint.it

a cura di Giovani Genitori, Filmfamily (Associazione Museo Nazionale del Cinema e Videocommunity)

evento all’interno del Festival della Cultura dal Basso

CINEMA L’Isola degli Auguri

CINEMA

Proiezione del film documentario L’ISOLA DEGLI AUGURI

(2010) di Aya Hanabusa, prodotto da Seiichi Motohashi. Durata 105 minuti.
Giapponese con sottotitoli in italiano

L’isola si chiama Iwaishima, fa parte del comune di Kaminoseki nella prefettura di Yamaguchi. Vivere in un’isola del Mare Interno Seto, di circa 500 abitanti, non è per niente facile: l’acqua potabile scarseggia, il terreno è roccioso, il mare ha diverse forti correnti, la zona è spesso sottoposta agli attacchi dei tifoni. La gente continua a vivere pescando o raccogliendo altre risorse dal mare e coltivando faticosamente il terreno non fertile, creando risaie a terrazza sulle montagne rocciose. Gli isolani sono ben consapevoli delle difficoltà ma vivono in armonia col ciclo naturale.

Nel 1982 il comune di Kaminoseki decide di ospitare una centrale nucleare in un’altra isola, Tanoura, distante dall’isola di Iwaishima circa 3.5 km. Le conseguenze saranno disastrose.

Il film ci fa vedere non solo l’ originalità della protesta dei residenti dell’isola di Iwaishima e la tenacia contro il nucleare, ma soprattutto ci fa riflettere sul nostro modo di vivere Gli isolani ci insegnano attraverso questo film un altro modello di vita.


Ingresso a offerta libera

Per info: info@cecchipoint.it