Pro Event Calendar

ALIENWEEN – INGRESSO LIBERO

Proiezione del film

ALIENWEEN (2015)

INGRESSO LIBERO

Il Film

Quattro trentenni legati da una passata amicizia si ritrovano a passare la notte di Halloween insieme. Nella vecchia casa della loro adolescenza faranno un festino a base di droga e prostitute.

La “riunione di famiglia”, arricchita dall’inaspettato arrivo delle fidanzate gelose, prenderà una piega inaspettata a causa di una misteriosa pioggia di comete.

Sotto assedio sia fuori che dentro la casa inizia una lotta per la sopravvivenza a tratti comica, a tratti tragica ma sempre disperata, tutti contro tutti in un’apocalisse il cui pericolo più letale sono i fantasmi del passato che i protagonisti portano dentro di loro.

“Il cinema horror splatter italiano è tornato, con effetti speciali artigianali che sembrano provenire dagli anni ’80 di Raimi, Carpenter, Yuzna, Ching Siu-tung e compagnia militante.
L’autarchico Sfascia, già regista di I REC U mette in scena un’apocalisse pop travolgente e demenziale, ricca di inaspettati momenti melodrammatici e toccanti” – Future Film Festival

 

Genere: Commedia Horror Fantascienza Melodramma


Ingresso libero

COME UNA CRISALIDE – INGRESSO LIBERO

Proiezione del film

COME UNA CRISALIDE

Con il regista Luigi Pastore – (2008, 80’) Thriller\Horror – INGRESSO LIBERO

Il Film

Durante una seduta analitica, una psicologa consiglia a un suo paziente il ricovero presso una clinica specialistica. Questa decisione scatena la follia latente del misterioso individuo. L’abbandono è la chiave del suo delirio, che lo porterà a uccidere ancora una volta, come era già accaduto in passato con il suo primo, perduto amore.
Così, dopo essersi sbarazzato del corpo dell’analista, decide di continuare da solo la “terapia”. Con l’aiuto di una piccola videocamera, registrerà i suoi stati d’animo in un allucinante crescendo.

“Come una crisalide” è la metafora che usa per descrivere la sua trasformazione, l’ultima metamorfosi della sua esistenza, che lo farà diventare uno spietato serial killer punitore. Le sue vittime, infatti, non sono scelte a caso; agisce secondo un crudele disegno che affonda le sue radici nel rifiuto della società e delle sue molteplici contraddizioni. Ma l’incontro casuale con Lisa, una ragazza che ama leggere poesie in solitudine, genera nell’assassino l’illusione che ci possa essere ancora purezza e amore nella sua vita.

Il film vanta le musiche di Claudio Simonetti (storico membro dei Goblin) e gli effetti speciali di Sergio Stivaletti.

 

LUIGI PASTORE

Dopo diverse esperienze nell’ambito dei videoclip musicali e dei cortometraggi, ha collaborato con varie emittenti televisive realizzando alcuni format sul cinema. Ha inoltre realizzato i backstage (non accreditato) dei film di Dario Argento, La sindrome di Stendhal e Il fantasma dell’Opera.
Dal 2002 è titolare della Lu.Pa. Film, produzioni televisive e cinematografiche indipendenti, da cui nasce il suo primo film Come una crisalide (2008), scritto assieme ad Antonio Tentori e grande omaggio al cinema di Dario Argento.
E’ l’ideatore e il direttore artistico dell’Italian Horror Fest. Nel 2014 realizza Violent Shit – The Movie, versione italiana della celebre saga ideata da Andreas Schnaas e Steve Aquilina, che gode di partecipazioni celebri tra cui gli stessi ideatori della saga originale (Andreas Schnaas e Steve Aquilina).


Ingresso libero

A CIAMBRA – Psicologia Film Festival

Cinema IX Psicologia Film Festival

Proiezione del film

A CIAMBRA (2017)

Regia di Jonas Carpignano

Il Film

Pio, 14 anni, vive nella piccolo comunità Rom denominata A Ciambra in Calabria. Beve, fuma ed è uno dei pochi che siano in relazione con tutte le realtà presenti in zona: gli italiani, gli africani e i suoi consanguinei Rom. Pio segue e ammira il fratello maggiore Cosimo e da lui apprende gli elementi basilari del furto. Quando Cosimo e il padre vengono arrestati tocca a Pio il ruolo del capofamiglia precoce che deve provvedere al sostentamento della numerosa famiglia.

Jonas Carpignano torna nei luoghi che avevano contrassegnato i suoi esordi e lo fa con la passione e la tenacia di chi conosce a fondo la materia che intende trattare. Se ne lascia attrarre conservando però sempre il controllo di un film che fonde una riflessione socio antropologica al desiderio di raccontare una fase di passaggio fondamentale per il suo protagonista. Nel suo sguardo si leggono domande esistenziali che la voce non sa esprimere. Dalla sua ritrosia e dai suoi imbarazzi emergono i segni di un’infanzia e di una preadolescenza che non hanno potuto essere tali a causa di una precoce immissione nel non facile mondo degli adulti. 

Osservato con uno sguardo lucido ed esterno, A Ciambra si presenta come un efficace e partecipe ritratto di un mondo che molti preferiscono non conoscere e disprezzare. Non è però possibile nascondere il dubbio che proprio a costoro, in un periodo particolarmente caldo nei confronti dell’immigrazione, offra occasione per un’ulteriore conferma dei propri assunti aprioristici e generalizzanti.


Ingresso libero

VITA NOVA – Psicologia Film Festival

Cinema IX Psicologia Film Festival

Proiezione del film

VITA NOVA (2016)

Regia di Danilo Monte e Laura D’Amore

Il Film

Laura e Danilo non riescono ad avere un figlio e decidono di intraprendere la strada della fecondazione assistita. Lui è un regista, lei è la sua produttrice e insegnante di Yoga e nei mesi che precedono il primo tentativo di PMA (Procreazione Medicale Assistita) sono spaesati e si rendono conto della complessità dell’esperienza che stanno per affrontare. Decidono allora di filmarsi per lasciare una traccia di quello che stanno vivendo, per elaborare e in futuro poter condividere, attraverso il cinema, questa esperienza intensa e inaspettata.

Qui inizia VITA NOVA, un film che parla del sogno di diventare genitori, del miracolo della vita come fatto assolutamente non scontato e della moderna condizione di coppia in cerca di un figlio. Laura e Danilo provano a capirne di più mettendosi in gioco in prima persona nella speranza che questo film possa diventare strumento di riflessione per loro e per chi lo vedrà.

È una non-storia d’amore tenera e disperata, piena di momenti divertenti e di lunghissime sezioni tragiche, ed è costruita in vignette separate da stacchi su nero come nei primi film di Haneke e con jump-cuts, con svariate telefonate che confermano il sospetto che tra i fili conduttori di questo Bellaria Film Festival, oltre al liscio e alla musica, vi sia la comunicazione dell’epoca del digitale, che sempre di più viene usata, mostrata, a volte in sottofondo, a volte come tema importante. Marito e moglie vanno al festival di Venezia, poi vanno in ospedale, stanno a casa, ballano Storia d’amore di Celentano, si danno un sacco di baci, si amano. E raccontano attraverso un cinema inteso come battaglia interna svariate cose: l’intimità, l’amore e soprattutto il dolore.

dibattito

Presenti i registi Danilo Monte e Laura D’Amore.
Aiuterà nel dibattito anche Alessandra Razzano psicologa-psicoterapeuta presso il centro di fisiopatologia della riproduzione e PMA del PO Sant’anna di Torino. Ha maturato esperienza nell’ambito dell’infertilità di coppia, della procreazione medicalmente assistita e della preservazione della fertilità.

 


Ingresso libero

organizzazione Associazione Sinestesia e Collettivo di Psicologia, con il patrocinio del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino e Biblioteca di Psicologia F. Kiesow e in collaborazione con il Trento Film Festival

Psicologia Film Festival – Ingresso gratuito

Cinema IX Psicologia Film Festival

Proiezione del film

USCIRAI SANO SANUS EGREDIERIS

Regia di Barbara Rosanò e Valentina Pellegrino

Il Film

In un piccolo paese del Mezzogiorno nasce una grande struttura in grado di produrre, nell’arco di decenni, una rivoluzione nella cura in riferimento alla malattia mentale.
Qui i pazienti ritenuti idonei usufruiscono del sistema open door: possono uscire e vivere il paese, generando una contaminazione unica tra il mondo interno dell’ospedale e quello esterno della comunità. Un ambiente complesso dove convivono solidarietà, paura, amicizia e solitudine.

Attraverso gli occhi del protagonista Angelo, questo film documentario racconta i cento anni dell’OP di Girifalco, ripercorrendone la storia, i progressi scientifici ma soprattutto le tante vicende umane dei pazienti che lo hanno abitato con le loro speranze.

Perché dietro quella frase c’è una promessa da mantenere: Uscirai Sano.

Presentano le registe Barbara Rosanò e Valentina Pellegrino
Barbara Rosanò: ha studiato Comunicazione presso la Sapienza e lavorato in piccole produzioni pubblicitarie di Roma. Ritornata in Calabria dopo anni di lontananza, ha ricominciato a sognare di poter fare cinema, grazie all’associazione culturale Kinema, dal lei fondata. Uscirai Sano è il suo primo lavoro.
Valentina Pellegrino: Dopo aver completato gli studi in Scienze della Comunicazione a Roma ha iniziato il suo percorso nel mondo dell’audiovisivo e della televisione. Ha lavorato per La
Bastoggi docu&fiction, specializzandosi nel genere ‘docufiction’ collaborando con La7 e Rai. Dal 2014 al 2016 è autrice per diverse trasmissioni Rai, Sky e Mediaset. Oggi è autrice televisiva e collabora con RaiTre.


Ingresso libero

organizzazione Associazione Sinestesia e Collettivo di Psicologia, con il patrocinio del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino e Biblioteca di Psicologia F. Kiesow e in collaborazione con il Trento Film Festival

CINEMA Crocevia di sguardi

CROCEVIA DI SGUARDI XIII edizione

Mobilità bloccate – Focus Germania Paese Ospite

Proiezione del film TRAPPED BY LAW 

di Sami Mustafa, Germania 2015, 82’

Un’odissea, l’ingresso nell’età adulta e la storia di separazione familiare di due fratelli filmati nel corso di cinque anni. Kefaet e Selami sono artisti rap cresciuti nella cultura hip-hop di Essen in Germania. Kefaet è nato in Kosovo e ha raggiunto i suoi genitori in Germania all’età di quattro anni. Selami è nato a Essen e non è mai stato in Kosovo. Durante una notte drammatica nel marzo 2010 sono stati deportati in Kosovo, un paese a loro totalmente sconosciuto. Separati dalla famiglia e dagli amici cercano di affrontare la loro situazione e fare tutto il possibile per tornare in Germania. Ma le leggi e la burocrazia ostacolano i loro progetti.

Ne discute con il regista: Pietro Cingolani (FIERI e Università di Torino)

Sami Mustafa è un regista indipendente che attraverso i suoi documentari permette a giovani Rom di apprendere e mostrare le proprie vite, esperienze ed identità Rom. Sami ha diretto il suo primo film come tirocinante nel 2003 a Plemetina, un paese del Kosovo, dove gli abitanti del posto hanno imparato a conoscere le tecniche di regia grazie alla ONG Balkan Sunflowers. Sami ha prodotto più di venticinque documentari, docu- film, video musicali sulla cultura e l’arte Rom, i diritti umani e la vita sociale. Ha inoltre collaborato ad uno dei più grandi eventi Rom in Kosovo come direttore artistico del Rolling Film Festival. È anche uno dei fondatori della nascente Romani Film Commission per il sostegno alla produzione di film Rom in tutto il mondo.

Pietro Cingolani è dottore di ricerca in Antropologia e assegnista presso l’Università degli Studi di Torino. Ha collaborato con LDF, Laboratorio dei diritti Fondamentali, e dal 2003 è ricercatore presso FIERI, Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione. Ha coordinato diversi progetti nazionali e internazionali sul tema dell’inclusione sociale delle popolazioni Rom, con particolare attenzione a quattro aspetti: mobilità transnazionale, salute, inserimento abitativo e inclusione scolastica. E’ membro del comitato scientifico della rete REYN Italia, Romanì Early Years Network. Suoi articoli sono apparsi in Italia e all’estero; nel 2009 ha pubblicato per Il Mulino “Romeni d’Italia” e, nel 2014, per Carocci, “Etnografia delle migrazioni”.

A cura di Pietro Cingolani e Francesco Giai Via

Per informazioni FIERI, Corso Marconi 4, Torino Tel. 011-5160044/ www.fieri.it

Serata in collaborazione con Goethe-Institut Turin


Ingresso Libero

Per info: ​crocevia di sguardi

FILM FAMILY Il Drago Invisibile

torna FILMFAMILY – RASSEGNA DI CINEMA PER FAMIGLIE

Il Drago Invisibile

film d’animazione di David Lowery (USA 2016, 102′)

Alla morte dei genitori il piccolo Pete viene “adottato” da un enorme drago verde, che il bambino chiama Elliott in omaggio al cagnolino protagonista del suo libro di fiabe preferito. Da quel momento Pete ed Elliott si aggireranno insieme per le foreste del nordovest americano, nascondendosi agli occhi degli abitanti di una comunità di boscaioli grazie alla capacità di rendersi invisibili, che nel caso di Elliott non è solo metaforica. Ma la guardia forestale Grace, orfana di madre e figlia di un intagliatore che da decenni racconta ai bimbi del paese il suo incontro con un drago volante, si accorgerà di Pete e cercherà di portarlo verso la (cosiddetta) civiltà anche grazie all’intermediazione di Natalie, figlia dell’uomo che Grace non si decide a sposare.
Il drago invisibile è ispirato a Elliot il drago invisibile, il film Disney del 1977 che mescolava cartoni animati e live action, e ne riscrive la storia (il regista David Lowery, che viene dal cinema indie e conserva sensibilità anni Settanta, è anche cosceneggiatore) aggiornandola alle problematiche contemporanee, a cominciare dalle difficoltà delle famiglie allargate ad integrare i propri pezzi mancanti: e il sospetto che Elliott sia un amico immaginario inventato da Pete per superare il trauma della perdita dei genitori sottende tutta la narrazione.
Per godersi questa favola in 3D bisogna ricorrere alla sospensione dell’incredulità soprattutto per quanto riguarda il comportamento del drago, che nei momenti di pericolo sembra dimenticare di saper volare, diventare invisibile e sputare fuoco. Ad aiutare lo spettatore ci sono gli effetti speciali davvero convincenti, che rendono il drago una presenza concreta e accattivante, e le interpretazioni: non tanto quelle dei più celebri componenti del cast, da Bryce Dallas Howard nei panni di Grace a un Robert Redford intagliato nel legno in quelli di suo padre, quanto quelle del piccolo Oakes Fegley, un Pete assai credibile per agilità fisica e profondità emotiva, e di Elliot, cui la CGI concede un’espressività che non ha bisogno di parole.


proiezione a ingresso libero
per info: cinema@cecchipoint.it

organizzazione Videocommunity e AMNC in collaborazione con Giovani Genitori

CINEMA IX Psicologia Film Festival

Cinema IX Psicologia Film Festival

Proiezione del film GULISTAN, Land of roses

di Zaynê Akyol  (2016)

Presenta Daniele Pepino

Il Film
La regista Zaynê Akyol si mette alla ricerca dei ricordi di Gulîstan, una sua cara amica, come lei emigrata in Canada, che si è unita al PKK ed è morta in combattimento nel 2000. Entra così in contatto con un gruppo di guerrigliere che vivono in un costante e impegnativo addestramento fisico e spirituale, pronte a difendere il territorio curdo dalla minaccia dell’ISIS. Le combattenti che si sono unite alle milizie del PKK hanno compiuto una scelta di vita estrema e senza ritorno, che le porta ad affrontare le difficoltà e i pericoli senza incertezze o paura. La loro missione non si limita alla difesa del territorio ma è diretta contro l’ordine capitalistico, colpevole di trasformare le persone in automi. Di fronte all’avanzata delle truppe di Daesh/ISIS saranno chiamate a scendere dalle alture dove vivono e a misurarsi con un territorio carico di insidie. Esse appartengono all’ala armata del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che è anche un movimento di guerriglia attivo. La missione di queste combattenti femminili? Difendere il territorio curdo in Iraq e Siria, e sconfiggere ISIS, incarnando un ideale rivoluzionario che promuove l’empowerment femminile.

La regista Zaynê Akyol segue la vita altamente regimentata, i combattenti come Rojen e Sozdar condividono apertamente con noi i loro pensieri e sogni più intimi. Anche mentre la lotta contro l’ISIS si intensifica in Medio Oriente, queste donne continuano con coraggio la loro battaglia contro la barbarie. Offrendo una finestra in questo mondo in gran parte sconosciuto, Gulīstan, Land of Roses espone il volto nascosto di questa guerra fortemente mediatizzata: il volto femminile femminista di un gruppo rivoluzionario unito da una visione comune di libertà.

Le guerre possono essere raccontate in molti modi, che si possono collocare nel ventaglio che va dal puro realismo obiettivo alla retorica soggettivistica. I soggetti di cui si narra possono essere molteplici: dai combattenti ai capi di stato, dai civili alle organizzazioni umanitarie. Quasi sempre però il vero protagonista resta lo stesso, ovvero il conflitto in sé e per sé. Gulîstan, Land of Roses è un eccezione che esce dagli schemi consueti, focalizzando la narrazione solo sui combattenti e ponendo il conflitto sullo sfondo.

La regista
Zaynê Akyol è una giovane regista di origini curde. È nata in Turchia e cresciuta in Quebec, dove ha studiato cinema. Ha girato il suo primo documentario, Isminaz, nel 2009, a cui ha fatto seguito Iki Bulut Arasinda (Under Two Skies), che ha vinto numerosi premi. Il suo ultimo documentario è Gulîstan, Land of Roses candidato al Canadian Screen Award come miglior documentario lungometraggio.


Ingresso libero

organizzazione Associazione Sinestesia e Collettivo di Psicologia, con il patrocinio del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino e Biblioteca di Psicologia F. Kiesow e in collaborazione con il Trento Film Festival

FILM FAMILY Kung Fu Panda 3

torna FILMFAMILY – RASSEGNA DI CINEMA PER FAMIGLIE

Kung Fu Panda 3

film d’animazione di Alessandro Carloni e Jennifer Yuh (USA/Cina 2016, 95′)

Il perfido Kai, supremo signore della guerra di tutta la Cina, trova il modo di sfuggire al regno degli spiriti dove l’aveva esiliato il suo ex fratello di armi Oogway.
E’ intenzionato ad attaccare la valle e distruggere il palazzo di giada per carpire il chi – l’energia che anima tutte le cose viventi – dei suoi nemici.
Per fermarlo il destino richiede l’intervento del guerriero dragone: e chi altri è il guerriero dragone se non Po, il panda cinese versato nelle arti marziali già protagonista dei primi due episodi della saga di Kung Fu Panda?
Ma Po è ancora lontano dal dominare il suo chi, e dall’aver capito chi sia: non aiuta il fatto che è cresciuto senza genitori e chiama papà un’oca affettuosissima ma visibilmente non appartenente alla sua specie.
Il percorso verso la conoscenza di sé per Po comincerà a dipanarsi proprio quando si farà vivo suo padre naturale Li, che gli rivelerà l’esistenza di un villaggio segreto dei panda.
Ma ci vorrà tutto il cuore e il coraggio di Po – nonché l’aiuto del saggio Shifu, dei Cinque cicloni e di entrambi i suoi papà – per fare fronte alla minaccia di Kai.
E la riscossa passerà per un’arte (non marziale) per la quale Po non credeva di possedere alcun talento: l’insegnamento.
Come negli episodi precedenti, la marcia in più è la velocità: l’azione è sempre fulminea ed elegante come una mossa di kung fu e l’uso di tecniche di animazione miste rendono lo svolgimento della storia fluido e spedito.

 


proiezione a ingresso libero
per info: cinema@cecchipoint.it

organizzazione Videocommunity e AMNC in collaborazione con Giovani Genitori

DISEGNO & CINEMA Buster Keaton

DISEGNO & CINEMA Evento speciale

ORE 18

DRAWING CIRCLE

pomeriggio di Disegno Condiviso quale mezzo di interazione, creazione di reti e libera espressione.
L’attività è aperta a tutta la cittadinanza.
L’attività sarà strettamente legata al rapporto tra Uomo e Natura e la capacità e la possibilità di creare connessioni tra le parti di uno stesso sistema, anche quando queste non sono chiaramente visibili.

ORE 21,30

THE GENERAL come vinse la guerra

di e con Buster Keaton

Verso la fine della sua vita Buster Keaton disse che era più orgoglioso di The General (edito in Italia con il titolo di Come vinsi la guerra) “che di qualunque altro film io abbia mai fatto, perché ho portato sullo schermo, pescato dritto dal libro di storia, un fatto vero della Guerra Civile.” La narrazione si basa su eventi realmente accaduti, rievocati con dovizia nel libro di William Pittenger Daring and Suffering: A History of the Great Railway Adventure, uscito nel 1863 e ristampato nel 1893 con il titolo The Great Locomotive Chase, con cui è tuttora in catalogo.
Pittenger (1840-1904), un caporale dell’esercito nordista, si era unito ad un gruppo di 24 uomini guidati da una spia professionista, James J. Andrews, che riuscirono a viaggiare, camuffati da civili sudisti, dal Tennessee fino ad Atlanta, dove si impadronirono di un treno, trainato dalla locomotiva The General, mentre i passeggeri stavano facendo colazione. Il loro piano era di portare il treno al Nord, verso Chattanooga, dove si sarebbero aggregati alle truppe dell’Unione, bruciando i ponti e tagliando ogni via di comunicazione lungo il cammino.Il capotreno, William A. Fuller, insieme con il passeggero Anthony Murphy, si mise all’inseguimento, prima a piedi, poi su un carrello di servizio ed infine su tre locomotive in successione. I cospiratori erano a pochi minuti dalla loro destinazione quando Fuller, su The Texas, li raggiunse e costrinse a desistere. Gran parte di essi fu arrestata, ed alcuni furono in seguito giustiziati. Il principale cambiamento che Keaton ed il suo co-regista, Clyde Bruckman, apportarono alla storia consisté nel presentarla dal punto di vista degli inseguitori sudisti: “Si può sempre fare dei nordisti i cattivi,” aveva detto Keaton, “ma non si può fare del Sud un cattivo.” Inoltre, i sudisti finiscono per vincere, cosa essenziale per un finale comico.


info laboratorio: info.officinecreative@gmail.com

Ingresso libero alla proiezione

Info: videocommunity@videocommunity.net